Teatri Senza Etichetta VII edizione 15-16-17 settembre 2017

Teatri Senza Etichetta

Rassegna di Teatro Indipendente

VII Edizione
15-16-17 Settembre 2017

 

PROGRAMMA


 

VENERDÌ 15 SETTEMBRE ORE 21,00

>TEATRO POSSIBILE >

\\Sogni in Compresse


regia: M. Perrone e R. Serretiello
sogni in com 3 (2)Spettacolo scritto e realizzato dal Laboratorio teatrale permanente Teatro Possibile della Comunità Dedalo ASL Napoli 2 Nord
Note di regia
Se vivessimo in un luogo ed un tempo in cui nessuno potesse più sognare? Chi lo ha vietato? Se avessimo sempre sognato e poi ad un certo punto fosse diventato impossibile, quasi come se lo avessimo dimenticato? Quanto è importante sognare e com’è la nostra vita senza le riparazioni oniriche? Se ad un certo punto, ricordando l’emozione che al risveglio ci procurava il sogno, volessimo a tutti i costi riprovarci? Cosa saremmo disposti a fare?

SABATO 16 SETTEMBRE ORE 21,00

>TEATRO PATOLOGICO>

\\Tutti non ci sono


scritto, diretto e interpretato da Dario D’ambrosi

tutti non ci sonoLo spettacolo inizia con la proiezione di un filmato girato a New York dall’italoamericano Gerald Saldo: un breve filmato girato nella Grande Mela, mostra un paziente psichiatrico uscire da un ospedale con una gabbietta vuota in mano, e vagare senza meta per la metropoli. L’uomo indossa un camice, un pigiama ed un paio di pantofole; ha il volto bianco e smagrito.

È il 1978 e in ossequio alla legge 180 di Franco Basaglia, chiudono i manicomi. I pazienti vengono dimessi dagli ospedali psichiatrici, catapultati nella città senza alcun criterio, senza considerare che molto spesso il matto viene considerato dalla società come un qualcosa di ingombrante e scomodo, di cui nessuno si vuole assumere la responsabilità.
Nel filmato di D’Ambrosi il paziente (Dario stesso) si trova solo, nel caos cittadino, l’unico oggetto che ha con sé è una gabbia vuota. Dopo lungo peregrinare il malato arriva di fronte la porta di un teatro; si passa così dal filmato all’azione scenica. Entra in scena di spalle agli spettatori e si incammina verso la scena. L’esterno, la società, diventa il pubblico, lo spettatore costretto suo malgrado a confrontarsi con la diversità, con un uomo che si fa fatica a considerare un attore che recita. Egli è a stretto contatto con il pubblico e lo invita a fare azioni stravaganti,  pronunciare parole di cui ci si vergogna. Procedendo a braccio, D’Ambrosi costringe gli spettatori ad accarezzarlo e a stringerlo, ricreando quella ritrosia che è tipica di chi si trova di fronte a un vero malato di mente. Sulla bocca dello spettatore si disegna quel lieve sorriso di imbarazzo che caratterizza l’atteggiamento che si ha per i matti. D’Ambrosi sembra allora davvero un povero malato e lo spettacolo riesce nel suo intento di dimostrare quanto sia labile il confine tra pazzia e normalità, interrogandosi sul concetto stesso di pazzia al di là dei comuni preconcetti.

DOMENICA 17 SETTEMBRE ORE 21,00

> COMPAGNIA SOCIALE TEATRALE IMMAGINARIA >

\\Spart e capisc


regia: Claudio D’agostino


spart e capisc 2Performance finale del Laboratorio LovEarth trough art, teatro itinerante interpretato dai beneficiari degli Sprar Caritas di Petruro Iprino e di Chianche.
Storie di vita si intrecciano, ci insegnano che non siamo tutti uguali ma che in ogni persona possiamo trovare un po’ di noi stessi. Usiamo lingue diverse, preghiere, canti, poesie, danze e ogni corpo racconta un’emozione che è verità e ci appartiene. E non c’è più distanza, siamo uno nell’altro.